Z. Murat, Guariento

Victor M. Schmidt
Il padovano Guariento di Arpo, documentato dal 1338 e morto nel 1370, fu certamente un protagonista della pittura veneta del Trecento. È un artista con un profilo stilistico distinto e ben riconoscibile per gli aficionados della pittura di quest'epoca, tuttavia per i non addetti ai lavori di non facile accessibilità. Dei pittori importanti che hanno operato a Padova durante il Trecento ci sono pervenuti fino ad oggi una serie di monumenti chiave. Per Giotto c'è la Cappella dell'Arena, per Giusto dei Menabuoi il Battistero, per Altichiero l'Oratorio di San Giorgio – ma per Guariento solo la cappella maggiore della chiesa degli Eremitani potrebbe svolgere un ruolo simile. Purtroppo di questo ciclo d'affreschi a seguito dei bombardamenti del 1944 è sopravvissuta soltanto quasi la metà. La storia postuma delle opere di Guariento è una cronaca di distruzioni. La decorazione della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale di Venezia, una delle sue commissioni più prestigiose, è stata distrutta dall'incendio del 1577; in loco sono rimasti solo brani staccati in uno stato di triste conservazione. La stessa cosa accade per gli affreschi della chiesa domenicana di Sant'Agostino a Padova, che fu quasi il pantheon dei Carraresi signori della città, in quanto la chiesa fu demolita nel 1819 (figg. 3, 9). La cappella del palazzo dei Carraresi fu completamente alterata nel 1779-1780, quando ne fu abbattuta la parete affrescata orientale per ampliare la Sala delle Adunanze dell'Accademia di Scienze Lettere e Arti smantellando il soffitto ligneo e causando la dispersione delle tavole dipinte che ne facevano parte (fig. 6). Inoltre gli affreschi della cappella di Sant'Antonio Abate nella chiesa degli Eremitani sono rovinatissimi. Infine, dei grandi polittici di Guariento nessuno è rimasto sul territorio: l'importante polittico datato 1344 sopravvive nel Norton Simon Museum di Pasadena, California, in uno stato assai modificato.

Indice

Lorenzo Miletti, Stefania Tuccinardi Una celebrazione poetica del Cortile delle Statue e della 'Cleopatra' in Vaticano: Aurelio Serena da Monopoli
vai all'articolo » pag. 3-19
Roberto Bartalini “La piaga che Maria richiuse e unse”. Di nuovo sui dipinti murali di Ambrogio Lorenzetti nella cappella di San Galgano sul Monte Siepi
vai all'articolo » pag. 20-31
Cristiana Pasqualetti Novità sul Pontificale Calderini e sulle vicende della miniatura fra l'Aquila e l'Urbe negli anni del Grande Scisma (con una traccia su Zacara da Teramo “scriptore et miniatore”)
vai all'articolo » pag. 32-59
Silvia Paltineri Un gruppo di situle figurate atestine del V-IV secolo a.C. Una proposta di interpretazione
vai all'articolo » pag. 60-68
Antonio Mazzotta Altri 'ritratti' veneziani per Antonello, Jacometto e Andrea Previtali
vai all'articolo » pag. 69-91
Cristina Conti Perino del Vaga e il 'Compianto sul Cristo morto' in Santo Stefano del Cacco: una proposta di datazione
vai all'articolo » pag. 92-95
Camilla Colzani Pellegrino Tibaldi nel cantiere pittorico della Sala Regia vaticana: documenti e disegni
vai all'articolo » pag. 96-99
Giuseppe Porzio Ribera intorno al 1625: un nuovo 'San Francesco'
vai all'articolo » pag. 100-104
Gennaro De Luca Il poeta Giorgio Maria Rapparini e le arti alla corte palatina di Düsseldorf
vai all'articolo » pag. 105-121
Stefania Castellana Un'incursione nella bottega del Sagrestani: Giuseppe Moriani e il 'Martirio di Sant'Andrea' nella chiesa delle Mantellate a Firenze
vai all'articolo » pag. 122-133
Elisa Bruttini “Antichità, e altre galanterie diverse”. Giovan Girolamo Carli collezionista erudito
vai all'articolo » pag. 134-141
Nicol M. Mocchi Il modello austro-tedesco per i pittori italiani negli anni del Simbolismo: qualche ipotesi di ripresa visiva
vai all'articolo » pag. 142-165
Annamaria Petrioli Tofani Mario Di Giampaolo: in memoriam
vai all'articolo » pag. 166-172
Victor M. Schmidt Z. Murat, Guariento
vai all'articolo » pag. 173-179
Eliana Carrara Le postille di padre Sebastiano Resta ai due esemplari delle «Vite» di Giorgio Vasari nella Biblioteca Apostolica Vaticana; Le Postille di Padre Resta alle «Vite» di Baglione
vai all'articolo » pag. 180-181