Mario Di Giampaolo: in memoriam

Annamaria Petrioli Tofani
Tra il settembre 2008 e il gennaio 2009 la città di Parma dedicò al Correggio una grande mostra monografica. Ne seguì un convegno internazionale di studi presieduto da Lucia Fornari, nell'ambito del quale mi venne affidata la commemorazione di Mario Di Giampaolo, da poco scomparso, che dell'argomento era stato cultore non secondario. Il testo che segue era destinato agli Atti di quel convegno che, per ragioni contingenti, non giunsero mai a pubblicazione. Si è pertanto ritenuto di presentarlo in 'Prospettiva', per ricordare uno studioso che a questa rivista era molto legato e alla quale restano affidati alcuni risultati importanti del suo lavoro. A complemento delle opere trattate nel testo vengono illustrati alcuni dei disegni nei quali Mario Di Giampaolo riconobbe una mano diversa da quella assegnata dalla tradizione attributiva. Quando Lucia Fornari mi chiese di prender parte a questo convegno con un intervento su Mario Di Giampaolo – sulla personalità dello studioso e sul suo metodo di lavoro – le fui grata per aver pensato di affidare alla mia persona il compito di commemorare un amico, prima ancora che uno dei maggiori esperti che nel corso della nostra generazione abbiano contribuito alla conoscenza di importanti settori del disegno italiano: uno studioso che è giusto ricordare proprio nel contesto di questa mostra, per i contributi incisivi da lui messi a punto nell'area del disegno emiliano del Cinquecento e sulla figura del Correggio in particolare. Mario infatti, se non fosse stato stroncato da una morte arrivata troppo presto, sarebbe stato certamente qui, a discutere con tutti noi sulle problematiche inesauribili che proliferano attorno a una delle personalità artistiche più forti, ma anche più difficili e complesse, di tutta la pittura italiana, sicuramente apportando all'argomento nuovi elementi di conoscenza, e forse tirando fuori dal tesoro della sua preziosa fototeca qualche inedito e qualche nuova proposta attributiva. La sua scomparsa ha purtroppo privato il mondo degli studi storico-artistici di una delle competenze più affidabili in un campo di alta specializzazione, e in ultima analisi ancora non molto frequentato, come quello del disegno: un campo nel quale lo storico è tenuto a confrontarsi con gli aspetti dell'espressione figurativa, per così dire, più anomali, in quanto i più immediati e i più liberi da qualsiasi condizionamento esterno. E mentre formulo queste frasi non posso fare a meno di considerare come esse in fondo ci restituiscano un'immagine dello stesso Mario, della sua personalità umana e della sua figura di intellettuale.

Indice

Lorenzo Miletti, Stefania Tuccinardi Una celebrazione poetica del Cortile delle Statue e della 'Cleopatra' in Vaticano: Aurelio Serena da Monopoli
vai all'articolo » pag. 3-19
Roberto Bartalini “La piaga che Maria richiuse e unse”. Di nuovo sui dipinti murali di Ambrogio Lorenzetti nella cappella di San Galgano sul Monte Siepi
vai all'articolo » pag. 20-31
Cristiana Pasqualetti Novità sul Pontificale Calderini e sulle vicende della miniatura fra l'Aquila e l'Urbe negli anni del Grande Scisma (con una traccia su Zacara da Teramo “scriptore et miniatore”)
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Silvia Paltineri Un gruppo di situle figurate atestine del V-IV secolo a.C. Una proposta di interpretazione
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Antonio Mazzotta Altri 'ritratti' veneziani per Antonello, Jacometto e Andrea Previtali
vai all'articolo » pag. 69-91
Cristina Conti Perino del Vaga e il 'Compianto sul Cristo morto' in Santo Stefano del Cacco: una proposta di datazione
vai all'articolo » pag. 92-95
Camilla Colzani Pellegrino Tibaldi nel cantiere pittorico della Sala Regia vaticana: documenti e disegni
vai all'articolo » pag. 96-99
Giuseppe Porzio Ribera intorno al 1625: un nuovo 'San Francesco'
vai all'articolo » pag. 100-104
Gennaro De Luca Il poeta Giorgio Maria Rapparini e le arti alla corte palatina di Düsseldorf
vai all'articolo » pag. 105-121
Stefania Castellana Un'incursione nella bottega del Sagrestani: Giuseppe Moriani e il 'Martirio di Sant'Andrea' nella chiesa delle Mantellate a Firenze
vai all'articolo » pag. 122-133
Elisa Bruttini “Antichità, e altre galanterie diverse”. Giovan Girolamo Carli collezionista erudito
vai all'articolo » pag. 134-141
Nicol M. Mocchi Il modello austro-tedesco per i pittori italiani negli anni del Simbolismo: qualche ipotesi di ripresa visiva
vai all'articolo » pag. 142-165
Annamaria Petrioli Tofani Mario Di Giampaolo: in memoriam
vai all'articolo » pag. 166-172
Victor M. Schmidt Z. Murat, Guariento
vai all'articolo » pag. 173-179
Eliana Carrara Le postille di padre Sebastiano Resta ai due esemplari delle «Vite» di Giorgio Vasari nella Biblioteca Apostolica Vaticana; Le Postille di Padre Resta alle «Vite» di Baglione
vai all'articolo » pag. 180-181