Un gruppo di situle figurate atestine del V-IV secolo a.C. Una proposta di interpretazione

Silvia Paltineri
Negli ultimi anni l'arte delle situle è stata oggetto di un rinnovato interesse da parte di studiosi italiani e stranieri, specie in relazione alle potenzialità comunicative e narrative di questi straordinari manufatti parlanti, che costituiscono la più alta espressione artistica fiorita nel Veneto preromano nel tardo VII secolo a.C. Come è noto, la volontà di costruire una narrazione risulta già evidente nel primo capolavoro dei toreuti attivi a Este, la situla Benvenuti, che sfrutta l'impaginato su registri e presenta un repertorio figurativo pienamente formato, costituito da motivi vegetali, animali reali, animali fantastici e figure umane impegnate in scene di lotta, di banchetto, di gestione della terra e di guerra. Il racconto figurato troverà una continuazione a partire dal VI secolo a.C. non a Este, ma su situle e ciste della Slovenia, dell'ambito prealpino e del comprensorio alpino, nonché in alcuni manufatti eccezionali rinvenuti a Bologna, a partire dalla situla della Certosa. Nel Veneto di pianura, invece, l'arte delle situle proseguirà su altri manufatti, quali lamine e placche di cintura, foderi di coltello, palette, fino alle lamine votive rinvenute nei santuari; le situle figurate ricompariranno a Este solo dalla fine del V-IV secolo a.C., ma con esemplari nei quali la volontà narrativa non è immediatamente riconoscibile, dal momento che prevalgono figurazioni animalistiche e riempitivi vegetali.

Indice

Lorenzo Miletti, Stefania Tuccinardi Una celebrazione poetica del Cortile delle Statue e della 'Cleopatra' in Vaticano: Aurelio Serena da Monopoli
vai all'articolo » pag. 3-19
Roberto Bartalini “La piaga che Maria richiuse e unse”. Di nuovo sui dipinti murali di Ambrogio Lorenzetti nella cappella di San Galgano sul Monte Siepi
vai all'articolo » pag. 20-31
Cristiana Pasqualetti Novità sul Pontificale Calderini e sulle vicende della miniatura fra l'Aquila e l'Urbe negli anni del Grande Scisma (con una traccia su Zacara da Teramo “scriptore et miniatore”)
vai all'articolo » pag. 32-59
Silvia Paltineri Un gruppo di situle figurate atestine del V-IV secolo a.C. Una proposta di interpretazione
vai all'articolo » pag. 60-68
Antonio Mazzotta Altri 'ritratti' veneziani per Antonello, Jacometto e Andrea Previtali
vai all'articolo » pag. 69-91
Cristina Conti Perino del Vaga e il 'Compianto sul Cristo morto' in Santo Stefano del Cacco: una proposta di datazione
vai all'articolo » pag. 92-95
Camilla Colzani Pellegrino Tibaldi nel cantiere pittorico della Sala Regia vaticana: documenti e disegni
vai all'articolo » pag. 96-99
Giuseppe Porzio Ribera intorno al 1625: un nuovo 'San Francesco'
vai all'articolo » pag. 100-104
Gennaro De Luca Il poeta Giorgio Maria Rapparini e le arti alla corte palatina di Düsseldorf
vai all'articolo » pag. 105-121
Stefania Castellana Un'incursione nella bottega del Sagrestani: Giuseppe Moriani e il 'Martirio di Sant'Andrea' nella chiesa delle Mantellate a Firenze
vai all'articolo » pag. 122-133
Elisa Bruttini “Antichità, e altre galanterie diverse”. Giovan Girolamo Carli collezionista erudito
vai all'articolo » pag. 134-141
Nicol M. Mocchi Il modello austro-tedesco per i pittori italiani negli anni del Simbolismo: qualche ipotesi di ripresa visiva
vai all'articolo » pag. 142-165
Annamaria Petrioli Tofani Mario Di Giampaolo: in memoriam
vai all'articolo » pag. 166-172
Victor M. Schmidt Z. Murat, Guariento
vai all'articolo » pag. 173-179
Eliana Carrara Le postille di padre Sebastiano Resta ai due esemplari delle «Vite» di Giorgio Vasari nella Biblioteca Apostolica Vaticana; Le Postille di Padre Resta alle «Vite» di Baglione
vai all'articolo » pag. 180-181