Pellegrino Tibaldi nel cantiere pittorico della Sala Regia vaticana: documenti e disegni

Camilla Colzani
Il coinvolgimento di Pellegrino Tibaldi nella decorazione ad affresco della Sala Regia in Vaticano è un dato finora non rilevato dalla critica. Una lettera di Carlo Borromeo riaffiorata tra gli scritti degli anni trenta del secolo scorso, tuttavia, attesta la presenza dell'artista nella fase dei lavori che interessarono il cantiere pittorico tra il 1561 e il 1565, ed esorta a ripensare l'attribuzione di due fogli rimasti nell'ombra. Com'è noto, gli affreschi della Sala Regia furono eseguiti dopo la realizzazione della volta e delle partiture a stucco delle pareti, completate tra il 1542 e il 1549 rispettivamente da Perino del Vaga e Daniele Ricciarelli. A Daniele spettarono anche i primi interventi pittorici: stando a Vasari fu proprio lui che “diede principio a una delle storie” e dipinse “due di que' Re ne' tabernacoli di stucco sopra le porte”.3 Le storie che menziona Vasari dovevano occupare i sei riquadri di maggiori dimensioni che scandivano la decorazione dei due lati lunghi (tre per parete), mentre i Re erano raffigurati all'interno di due riquadri minori situati sopra ciascuna delle sei porte. A un totale di dodici riquadri sui lati lunghi si aggiungevano gli affreschi della parete nord e quelli che circondavano l'ingresso alla Cappella Paolina, sul lato sud.

Indice

Lorenzo Miletti, Stefania Tuccinardi Una celebrazione poetica del Cortile delle Statue e della 'Cleopatra' in Vaticano: Aurelio Serena da Monopoli
vai all'articolo » pag. 3-19
Roberto Bartalini “La piaga che Maria richiuse e unse”. Di nuovo sui dipinti murali di Ambrogio Lorenzetti nella cappella di San Galgano sul Monte Siepi
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Cristiana Pasqualetti Novità sul Pontificale Calderini e sulle vicende della miniatura fra l'Aquila e l'Urbe negli anni del Grande Scisma (con una traccia su Zacara da Teramo “scriptore et miniatore”)
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Silvia Paltineri Un gruppo di situle figurate atestine del V-IV secolo a.C. Una proposta di interpretazione
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Antonio Mazzotta Altri 'ritratti' veneziani per Antonello, Jacometto e Andrea Previtali
vai all'articolo » pag. 69-91
Cristina Conti Perino del Vaga e il 'Compianto sul Cristo morto' in Santo Stefano del Cacco: una proposta di datazione
vai all'articolo » pag. 92-95
Camilla Colzani Pellegrino Tibaldi nel cantiere pittorico della Sala Regia vaticana: documenti e disegni
vai all'articolo » pag. 96-99
Giuseppe Porzio Ribera intorno al 1625: un nuovo 'San Francesco'
vai all'articolo » pag. 100-104
Gennaro De Luca Il poeta Giorgio Maria Rapparini e le arti alla corte palatina di Düsseldorf
vai all'articolo » pag. 105-121
Stefania Castellana Un'incursione nella bottega del Sagrestani: Giuseppe Moriani e il 'Martirio di Sant'Andrea' nella chiesa delle Mantellate a Firenze
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Elisa Bruttini “Antichità, e altre galanterie diverse”. Giovan Girolamo Carli collezionista erudito
vai all'articolo » pag. 134-141
Nicol M. Mocchi Il modello austro-tedesco per i pittori italiani negli anni del Simbolismo: qualche ipotesi di ripresa visiva
vai all'articolo » pag. 142-165
Annamaria Petrioli Tofani Mario Di Giampaolo: in memoriam
vai all'articolo » pag. 166-172
Victor M. Schmidt Z. Murat, Guariento
vai all'articolo » pag. 173-179
Eliana Carrara Le postille di padre Sebastiano Resta ai due esemplari delle «Vite» di Giorgio Vasari nella Biblioteca Apostolica Vaticana; Le Postille di Padre Resta alle «Vite» di Baglione
vai all'articolo » pag. 180-181