Il modello austro-tedesco per i pittori italiani negli anni del Simbolismo: qualche ipotesi di ripresa visiva

Nicol M. Mocchi
“Venti o quindici anni fa”, scriveva Umberto Boccioni nell'aprile del 1916, “i giovani guardavano Monaco e Vienna, come i centri del pensiero plastico europeo”. Non era, il suo, un bilancio storico, ma una osservazione polemica, ben spiegabile in chi si era convinto del primato della linea francese, postcézanniana, nello sviluppo dell'arte moderna: la “miserabile calligrafia plastica, tedesco-austriaca- ungherese”, che si era diffusa attraverso i periodici e le esposizioni secessioniste, aveva generato una “ignobile influenza” sui pittori della sua generazione, influenza da cui non si considerava affatto immune. Molto più tardi, nel 1933, un pittore che a inizio secolo si era impegnato a fondo per lo svecchiamento della cultura artistica italiana e che era rimasto immune da infatuazioni germanofile come Ardengo Soffici, ripensava ai suoi anni giovaniliquando “pochi giovani di quel tempo si sottrassero a quell'influenza”, che generò “maniere d'espressione arcaizzanti, insieme, e crudamente decorative”. E denunciava che “il favore ufficiale ottenuto allora nelle mostre da quei pittori e scultori aiutava l'andazzo”. In entrambi i casi il termine “influenza” era speso nel suo significato letterale: quasi un contagio da un morbo da cui era difficile, quasi impossibile, difendersi.

Indice

Lorenzo Miletti, Stefania Tuccinardi Una celebrazione poetica del Cortile delle Statue e della 'Cleopatra' in Vaticano: Aurelio Serena da Monopoli
vai all'articolo » pag. 3-19
Roberto Bartalini “La piaga che Maria richiuse e unse”. Di nuovo sui dipinti murali di Ambrogio Lorenzetti nella cappella di San Galgano sul Monte Siepi
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Cristiana Pasqualetti Novità sul Pontificale Calderini e sulle vicende della miniatura fra l'Aquila e l'Urbe negli anni del Grande Scisma (con una traccia su Zacara da Teramo “scriptore et miniatore”)
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Silvia Paltineri Un gruppo di situle figurate atestine del V-IV secolo a.C. Una proposta di interpretazione
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Antonio Mazzotta Altri 'ritratti' veneziani per Antonello, Jacometto e Andrea Previtali
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Cristina Conti Perino del Vaga e il 'Compianto sul Cristo morto' in Santo Stefano del Cacco: una proposta di datazione
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Camilla Colzani Pellegrino Tibaldi nel cantiere pittorico della Sala Regia vaticana: documenti e disegni
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Giuseppe Porzio Ribera intorno al 1625: un nuovo 'San Francesco'
vai all'articolo » pag. 100-104
Gennaro De Luca Il poeta Giorgio Maria Rapparini e le arti alla corte palatina di Düsseldorf
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Stefania Castellana Un'incursione nella bottega del Sagrestani: Giuseppe Moriani e il 'Martirio di Sant'Andrea' nella chiesa delle Mantellate a Firenze
vai all'articolo » pag. 122-133
Elisa Bruttini “Antichità, e altre galanterie diverse”. Giovan Girolamo Carli collezionista erudito
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Nicol M. Mocchi Il modello austro-tedesco per i pittori italiani negli anni del Simbolismo: qualche ipotesi di ripresa visiva
vai all'articolo » pag. 142-165
Annamaria Petrioli Tofani Mario Di Giampaolo: in memoriam
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Victor M. Schmidt Z. Murat, Guariento
vai all'articolo » pag. 173-179
Eliana Carrara Le postille di padre Sebastiano Resta ai due esemplari delle «Vite» di Giorgio Vasari nella Biblioteca Apostolica Vaticana; Le Postille di Padre Resta alle «Vite» di Baglione
vai all'articolo » pag. 180-181