Picasso e la 'O' di Giotto

Max Seidl
A partire dalla metà degli anni sessanta, Picasso fu esposto a critiche pungenti. Nel 1965 John Berger in Success and Failure of Picasso descrisse l'artista ottantaquattrenne come "an isolate and pathetic figure, corrupted by fame, wealth and his court of sycophants, vacillating and directionless and destined to produce even more trivial work". Un amico allora devoto, Douglas Cooper, che aveva pubblicato numerosi libri sull'arte di Picasso e che nel 1970 aveva organizzato la mostra The Cubist epoch presso il Metropolitan Museum of Art di New York, attaccò il pittore con acredine inaspettata sulla rivista 'Connaissance des Arts', dove lo oltraggiò descrivendo la sua opera dell'età avanzata come "incoherent doodles done by a frenetic dotard in the anteroom of death". La recensione della mostra tenutasi ad Avignone nell'anno della
di Picasso e pubblicata da Robert Hughes il 18 giugno 1973 in 'Times Magazine' sotto il titolo Picasso's Worst, superò in cattiveria persino il pamphlet di Cooper.

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Indice

Monica De Cesare Dioscuri spartani, Dioscuri beotici: alcune testimonianze iconografiche
vai all'articolo » Pag. 2-11
Max Seidl Picasso e la 'O' di Giotto
vai all'articolo » Pag. 12-99
"La donna fo tutta turbata / (la raina incoronata!)": le laudi mariane tardo-duecenteshe e gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti a Montesiepi
vai all'articolo » Pag.100-103
Giampaolo Ermini "In mano di Mario". Notizie inedite e nuovi argomenti per Ambrogio Lorenzetti e gli orafi senesi del Trecento
vai all'articolo » Pag. 104-121
Marco Tanzi I due tondi mancanti: Romanino a Padova e L'Edípeo enciclopedico
vai all'articolo » Pag. 122-131
Paola Coniglio Aggiornmamento su Giovandomenico Mazzolo
vai all'articolo » Pag. 132-156
Marco M. Mascolo
vai all'articolo » Pag. 187-195