Appunti su una guida seicentesca di Roma dalla biblioteca di Giuliano Briganti

Dopo anni di tentativi risultati vani, nel 1692 l'ordine del Santissimo Salvatore di Santa Brigida rientra finalmente in possesso della casa in cui la mistica svedese aveva trascorso i suoi anni romani e dell'annessa chiesa in piazza Farnese. I contrasti religiosi avvenuti per tutto il secolo precedente avevano significativamente ridimensionato la presenza della congregazione nell'Europa centro-settentrionale, portandola quasi sull'orlo della disintegrazione e alla sopravvivenza in pochissime regioni del continente. La conseguente diminuzione di pellegrini scandinavi in viaggio per Roma, della cui accoglienza i padri del Santissimo Salvatore si erano sempre fatti carico, aveva fatto il resto. Una bolla emanata da papa Pio IV il 6 novembre 1560 aveva, infatti, sottratto ai legittimi proprietari la procura del santuario brigidino, affidandola alle suore convertite di Santa Maria Maddalena. La casa di Brigida era però un luogo fortemente simbolico non solo in quanto residenza dell'unica santa svedese a essere riconosciuta tale attraverso un processo di canonizzazione dalla Chiesa romana ma anche perché su suo impulso era stata trasformata in un ospizio per i poveri romei di origine svedese. Nel corso del XVI secolo aveva quindi dato ospitalità a giovani studenti scandinavi, gli Alumni sanctae Birgittae, e a protagonisti della dissidenza come i fratelli esuli Johan Månsson e Olaus Magnus, affermandosi quale centro di propaganda cattolica nell'ambito della Controriforma dopo le disposizioni di re Gustavo I che avevano reso la Svezia paese protestante.

Indice

Aegyptiaca ligoriana: Iside e il “gran bubo” da Villa Adriana al giardino del Quirinale
vai all'articolo » pag. 2-27
Il polittico di San Clemente di Agostino De Marchi e Marco Zoppo: documenti, cronologia e stile
vai all'articolo » pag. 28-49
Angiolo Del Santo, uno scultore votato alla grafica nelle copertine di 'Vita d'Arte'
vai all'articolo » pag. 50-63
Una nuova tomba dell'Orientalizzante recente a Tivoli nel quadro dei rapporti tra Valle dell'Aniene e contigue comunità italiche
vai all'articolo » pag. 64-73
Tre identificazioni di statue antiche dalle incisioni di Giovanni Battista de Cavalieri
vai all'articolo » pag. 74-75
“Bonamicho excellentissimo maestro”. Sul Buffalmacco di Luciano Bellosi
vai all'articolo » pag. 76-87
Trionfalmacco per Pisa
vai all'articolo » pag. 88-94
La frammentaria epigrafe dipinta nella 'Resurrezione' di Piero della Francesca: un'ipotesi di ricostruzione
vai all'articolo » pag. 95-97
Nuove ricerche su San Giovanni di Verdara in Padova: il vescovo Pietro Barozzi e la bottega di Pierantonio Degli Abati
vai all'articolo » pag. 98-109
Sull'attività giovanile di Antoniazzo Romano: il trittico della 'Madonna del Buon Consiglio' per Zagarolo
vai all'articolo » pag. 110-123
Un 'San Giovannino' in terracotta di Andrea Sansovino
vai all'articolo » pag. 124-143
Una precisazione sullo “scrittoio” di Margherita d'Austria
vai all'articolo » pag. 144-147
Un lungo equivoco: i 'Santi Giacomo Minore e Filippo' di Paolo Veronese da Lecce a Dublino
vai all'articolo » pag. 148-163
Un'altra traccia di Tanzio a Napoli
vai all'articolo » pag. 164-183
Bernini pittore: la ricomparsa del 'Ritratto di giovane uomo' Costa
vai all'articolo » pag. 184-185
Appunti su una guida seicentesca di Roma dalla biblioteca di Giuliano Briganti
vai all'articolo » pag. 186-195