Una precisazione sullo “scrittoio” di Margherita d'Austria

Una nuova testimonianza penso possa implementare le indicazioni fornite sullo “scrittoio” di Margherita d'Austria in Palazzo Madama dalle fonti note in proposito, Giorgio Vasari e Anton Francesco Raineri nei suoi Cento sonetti editi nel 1553. Di tale studiolo, allestito per la giovane consorte di Ottavio Farnese nel palazzo romano in cui risiedette dopo le nozze nel 1538, l'aretino parla tre volte nelle Vite giuntine. La prima occorrenza, unica già presente nella Torrentiniana, è nel brano finale della biografia di Perino, dove si racconta dell'ultima iperproduttiva fase del pittore, pronto a farsi carico di commissioni di ogni livello e genere, dalla regìa di vasti cicli decorativi come quello dell'appartamento papale di Castel Sant'Angelo fino a “i pennoni delle trombe, le bandiere del Castello [...] drappelloni, sopraveste, portiere et ogni minima cosa dell'arte [...] e così uno scrittoio all'eccellentissima madama Margherita d'Austria”. La seconda menzione è nel brano della Vita di Jacopo Torni detto l'Indaco riservato al fratello minore Francesco, un artista documentato con sicurezza, quanto a opere, soltanto dalla tavola con l''Annunciazione' realizzata (1533-1534 circa) per la Compagnia dell'Annunciata di Arezzo e oggi nel Museo Statale della città: “Ma la miglior opera che mai uscisse delle mani di costui, e la più lodata fu, nel Palazzo de' Medici in Roma, per la duchessa Margherita d'Austria uno studiolo di stucco tanto bello e con tanti ornamenti che non è possibil veder meglio, né credo che sia in un certo modo possibile far d'argento quello che in questa opera l'Indaco fece di stucco”.

Indice

Aegyptiaca ligoriana: Iside e il “gran bubo” da Villa Adriana al giardino del Quirinale
vai all'articolo » pag. 2-27
Il polittico di San Clemente di Agostino De Marchi e Marco Zoppo: documenti, cronologia e stile
vai all'articolo » pag. 28-49
Angiolo Del Santo, uno scultore votato alla grafica nelle copertine di 'Vita d'Arte'
vai all'articolo » pag. 50-63
Una nuova tomba dell'Orientalizzante recente a Tivoli nel quadro dei rapporti tra Valle dell'Aniene e contigue comunità italiche
vai all'articolo » pag. 64-73
Tre identificazioni di statue antiche dalle incisioni di Giovanni Battista de Cavalieri
vai all'articolo » pag. 74-75
“Bonamicho excellentissimo maestro”. Sul Buffalmacco di Luciano Bellosi
vai all'articolo » pag. 76-87
Trionfalmacco per Pisa
vai all'articolo » pag. 88-94
La frammentaria epigrafe dipinta nella 'Resurrezione' di Piero della Francesca: un'ipotesi di ricostruzione
vai all'articolo » pag. 95-97
Nuove ricerche su San Giovanni di Verdara in Padova: il vescovo Pietro Barozzi e la bottega di Pierantonio Degli Abati
vai all'articolo » pag. 98-109
Sull'attività giovanile di Antoniazzo Romano: il trittico della 'Madonna del Buon Consiglio' per Zagarolo
vai all'articolo » pag. 110-123
Un 'San Giovannino' in terracotta di Andrea Sansovino
vai all'articolo » pag. 124-143
Una precisazione sullo “scrittoio” di Margherita d'Austria
vai all'articolo » pag. 144-147
Un lungo equivoco: i 'Santi Giacomo Minore e Filippo' di Paolo Veronese da Lecce a Dublino
vai all'articolo » pag. 148-163
Un'altra traccia di Tanzio a Napoli
vai all'articolo » pag. 164-183
Bernini pittore: la ricomparsa del 'Ritratto di giovane uomo' Costa
vai all'articolo » pag. 184-185
Appunti su una guida seicentesca di Roma dalla biblioteca di Giuliano Briganti
vai all'articolo » pag. 186-195