Sull'attività giovanile di Antoniazzo Romano: il trittico della ‘Madonna del Buon Consiglio' per Zagarolo

La comprensione della produzione giovanile di Antonio di Benedetto Aquili (documentato dal 1452 al 1508) si fonda ancor oggi sulla lettura che ne diede Roberto Longhi tra il 1926 e il 1927. Da allora non sono intervenuti grossi cambiamenti a sconvolgere l'analisi dello stile del pittore negli anni sessanta del Quattrocento. In quel decennio la rapida crescita artistica di Antoniazzo Romano è tutta giocata sul rapporto iniziale con Benozzo Gozzoli nella 'Madonna del Latte' del 1464 a Rieti (fig. 1) e, di lì a pochi anni, con Piero della Francesca nel trittico del 1467 per i francescani di Subiaco (fig. 4). Dalla grazia benozzesca del Bambino di Rieti, dipinto quasi come un bambolotto malfermo sulle gambe della madre, il passo verso la solidità del suo omonimo di Subiaco è tutto sommato breve. Nei tre anni che separano le due tavole Antoniazzo dimostra di avere ben compreso come collocare le figure in uno spazio profondamente razionale, o come rendere le carni turgide e al contempo intrise di una luminosità che è solo una parte delle suggestioni ricavate dal lascito romano di Piero. A questi, di fatto, egli fu legato per tutta la vita: un esempio ben noto di tale fedeltà è la pala Costa (fig. 6), oggi nel museo di Montefalco, ma realizzata sullo scorcio degli anni ottanta per la cappella del cardinale Giorgio Costa nella basilica di Santa Maria del Popolo. La potente Santa Caterina d'Alessandria dimostra come al fondo della costruzione della figura stiano ancora la monumentalità e la saldezza desunte dal borghigiano.

Indice

Aegyptiaca ligoriana: Iside e il “gran bubo” da Villa Adriana al giardino del Quirinale
vai all'articolo » pag. 2-27
Il polittico di San Clemente di Agostino De Marchi e Marco Zoppo: documenti, cronologia e stile
vai all'articolo » pag. 28-49
Angiolo Del Santo, uno scultore votato alla grafica nelle copertine di 'Vita d'Arte'
vai all'articolo » pag. 50-63
Una nuova tomba dell'Orientalizzante recente a Tivoli nel quadro dei rapporti tra Valle dell'Aniene e contigue comunità italiche
vai all'articolo » pag. 64-73
Tre identificazioni di statue antiche dalle incisioni di Giovanni Battista de Cavalieri
vai all'articolo » pag. 74-75
“Bonamicho excellentissimo maestro”. Sul Buffalmacco di Luciano Bellosi
vai all'articolo » pag. 76-87
Trionfalmacco per Pisa
vai all'articolo » pag. 88-94
La frammentaria epigrafe dipinta nella 'Resurrezione' di Piero della Francesca: un'ipotesi di ricostruzione
vai all'articolo » pag. 95-97
Nuove ricerche su San Giovanni di Verdara in Padova: il vescovo Pietro Barozzi e la bottega di Pierantonio Degli Abati
vai all'articolo » pag. 98-109
Sull'attività giovanile di Antoniazzo Romano: il trittico della 'Madonna del Buon Consiglio' per Zagarolo
vai all'articolo » pag. 110-123
Un 'San Giovannino' in terracotta di Andrea Sansovino
vai all'articolo » pag. 124-143
Una precisazione sullo “scrittoio” di Margherita d'Austria
vai all'articolo » pag. 144-147
Un lungo equivoco: i 'Santi Giacomo Minore e Filippo' di Paolo Veronese da Lecce a Dublino
vai all'articolo » pag. 148-163
Un'altra traccia di Tanzio a Napoli
vai all'articolo » pag. 164-183
Bernini pittore: la ricomparsa del 'Ritratto di giovane uomo' Costa
vai all'articolo » pag. 184-185
Appunti su una guida seicentesca di Roma dalla biblioteca di Giuliano Briganti
vai all'articolo » pag. 186-195