Una nuova tomba dell'Orientalizzante recente a Tivoli nel quadro dei rapporti tra Valle dell'Aniene e contigue comunità italiche

Delineare le fasi antiche di Tivoli non è agevole, in quanto, come è noto, il centro storico è caratterizzato da una continuità di vita ininterrotta fino ai nostri giorni. Le strutture realizzate nel corso dei secoli, talora imponenti, a testimonianza dell'importanza e della floridezza di questo centro situato in corrispondenza del guado sull'Aniene allo sbocco della Marsica, antica via di transumanza, hanno intercettato i livelli più antichi, impedendo o per lo meno limitando la possibilità di ricostruire un quadro coerente dello sviluppo della città dagli inizi fino all'età medio-repubblicana: si pensi alla grande ristrutturazione sullo scorcio del II secolo a.C., che ha pesantemente interferito con le fasi precedenti, come è accaduto ad esempio con la costruzione del santuario d'Ercole o con la sistemazione delle zone centrali dell'acropoli e del foro; in tempi recenti, non si possono non considerare l'impatto delle opere realizzate durante il processo di industrializzazione tra fine Ottocento e primi Novecento (centrali per l'energia elettrica, cartiere, cave), ma anche la fase di ricostruzione del secondo dopoguerra, che non ha risparmiato le testimonianze del passato della città, spesso non registrate o comunque non ben documentate.

Indice

Aegyptiaca ligoriana: Iside e il “gran bubo” da Villa Adriana al giardino del Quirinale
vai all'articolo » pag. 2-27
Il polittico di San Clemente di Agostino De Marchi e Marco Zoppo: documenti, cronologia e stile
vai all'articolo » pag. 28-49
Angiolo Del Santo, uno scultore votato alla grafica nelle copertine di 'Vita d'Arte'
vai all'articolo » pag. 50-63
Una nuova tomba dell'Orientalizzante recente a Tivoli nel quadro dei rapporti tra Valle dell'Aniene e contigue comunità italiche
vai all'articolo » pag. 64-73
Tre identificazioni di statue antiche dalle incisioni di Giovanni Battista de Cavalieri
vai all'articolo » pag. 74-75
“Bonamicho excellentissimo maestro”. Sul Buffalmacco di Luciano Bellosi
vai all'articolo » pag. 76-87
Trionfalmacco per Pisa
vai all'articolo » pag. 88-94
La frammentaria epigrafe dipinta nella 'Resurrezione' di Piero della Francesca: un'ipotesi di ricostruzione
vai all'articolo » pag. 95-97
Nuove ricerche su San Giovanni di Verdara in Padova: il vescovo Pietro Barozzi e la bottega di Pierantonio Degli Abati
vai all'articolo » pag. 98-109
Sull'attività giovanile di Antoniazzo Romano: il trittico della 'Madonna del Buon Consiglio' per Zagarolo
vai all'articolo » pag. 110-123
Un 'San Giovannino' in terracotta di Andrea Sansovino
vai all'articolo » pag. 124-143
Una precisazione sullo “scrittoio” di Margherita d'Austria
vai all'articolo » pag. 144-147
Un lungo equivoco: i 'Santi Giacomo Minore e Filippo' di Paolo Veronese da Lecce a Dublino
vai all'articolo » pag. 148-163
Un'altra traccia di Tanzio a Napoli
vai all'articolo » pag. 164-183
Bernini pittore: la ricomparsa del 'Ritratto di giovane uomo' Costa
vai all'articolo » pag. 184-185
Appunti su una guida seicentesca di Roma dalla biblioteca di Giuliano Briganti
vai all'articolo » pag. 186-195