Pittura a Napoli negli anni di Ferrante e di Alfonso duca di Calabria. Sulle tracce di Costanzo de Moysis e di Polito del Donzello

╚ stato giÓ ravvisato nella vittoria conseguita dalla flotta aragonese sulle ultime resistenze angioine nelle acque di Ischia il 7 luglio 1465; e pochi anni dopo celebrata nella notissima tavola Strozzi del Museo di San Martino; l'ideale punto di avvio di una stagione di nuovo segno nelle vicende artistiche del Regno. Riprendono allora sotto la direzione di Pietro da Milano rientrato dalla Provenza i lavori dell'Arco di Castelnuovo; Leon Battista Alberti Ŕ di passaggio a Napoli per non precisate ragioni, ospite di Filippo Strozzi; si avvia a completamento con palese vocazione antiquaria rinascimentale il palazzo di Diomede Carafa che reca in caratteri struire in San Domenico; e reca lo stesso anno di fondazione la cappella eretta a Napoli nella chiesa di Monteoliveto da Antonio Piccolomini, nipote di Pio II, in memoria della moglie Maria d'Aragona, figlia illegittima di Ferrante, commissionata a Firenze ad Antonio Rossellino prendendo a modello la cappella del cardinale di Portogallo in San Miniato al Monte, ormai in fase di completamento da parte dello scultore fiorentino. ╚ quindi attraverso i canali e le relazioni di una nuova situazione politica e di nuovi interessi che un aggiornamento anche della cultura pittorica si fa strada entro le premesse filo-fiamminghe colantoniane che celebrano il loro alto tramonto nel polittico di San Vincenzo Ferrer di San Pietro Martire, dove al centro della predella la regina Isabella affiancatadai figli adolescenti, salvezza del Regno sconvolto dalle rivendicazioni angioine e dalla rivolta dei baroni che le sostengono.

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Indice

Licia Luschi Un gruppo di Teseo con il Minotauro dall'Albanum Domitiani. Origine e dispersione delle antichitÓ Barberini
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Fiorella Sricchia Santoro Pittura a Napoli negli anni di Ferrante e di Alfonso duca di Calabria. Sulle tracce di Costanzo de Moysis e di Polito del Donzello
vai all'articolo » pag. 25-107
Irene Sbrilli Sante d'Apollonio del Celandro e Pinturicchio nella bottega di Bartolomeo Caporali
vai all'articolo » pag. 110-131
Gabriele Fattorini Lorenzo Marrina, Domenico Beccafumi e il monumento funebre del rettore Giovanni Battista Tondi per la chiesa dell'ospedale di Santa Maria della Scala a Siena
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Philippa Jackson Documenti sulla famiglia di Domenico Beccafumi
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Federica Carta La cappella Panciatichi in Notre-Dame de Confort a Lione
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Alessandra Giannotti Sebastiano Serlio, Niccol˛ Tribolo e l' ereditÓ di Baldassarre Peruzzi: l'altare dellaMadonna di Galliera a Bologna
vai all'articolo » pag. 174-196