Un gruppo di Teseo con il Minotauro dall'Albanum Domitiani. Origine e dispersione delle antichità Barberini

Nell'Inventario del 1738 che elenca lopere d'arte allora presenti nel Palazzo Barberini alle Quattro Fontane; in pratica l'ultimo prima della massiccia dispersione delle antichità della famiglia; compare "Un torzo d'un Minutauro dal petto alla testa, senza braccia, alto pal.3", che si trovava a quell'epoca in un angolo del cortile, “contro le mura del giardino Pontificio, vicino la casa che fu di Carlo Maratta”. Pare che in quest'angolo del giardino si accumulassero i pezzi marmorei non ritenuti di rilevante importanza o almeno non esponibili e in attesa di restauro. Di questo frammento scultoreo sembrano in seguito perdersi le tracce, non comparendo più negli inventari successivi delle antichità Barberini. La scarsa diffusione della figura del Minotauro specificamente nella statuaria, ne rende però agevole l'identificazione: pochissime ne sono in effetti le riproduzioni in marmo sopravvissute, ovviamente facenti parte in origine di gruppi raffiguranti la lotta di Teseo contro il mostro.
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Indice

Licia Luschi Un gruppo di Teseo con il Minotauro dall'Albanum Domitiani. Origine e dispersione delle antichità Barberini
vai all'articolo » pag. 2-24
Fiorella Sricchia Santoro Pittura a Napoli negli anni di Ferrante e di Alfonso duca di Calabria. Sulle tracce di Costanzo de Moysis e di Polito del Donzello
vai all'articolo » pag. 25-107
Irene Sbrilli Sante d'Apollonio del Celandro e Pinturicchio nella bottega di Bartolomeo Caporali
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Gabriele Fattorini Lorenzo Marrina, Domenico Beccafumi e il monumento funebre del rettore Giovanni Battista Tondi per la chiesa dell'ospedale di Santa Maria della Scala a Siena
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Philippa Jackson Documenti sulla famiglia di Domenico Beccafumi
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Federica Carta La cappella Panciatichi in Notre-Dame de Confort a Lione
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Alessandra Giannotti Sebastiano Serlio, Niccolò Tribolo e l' eredità di Baldassarre Peruzzi: l'altare dellaMadonna di Galliera a Bologna
vai all'articolo » pag. 174-196