Testori civile

Ammesso che si possa fare, proviamo a prescindere in questa scorribanda tra gli scritti d'impegno civile di Giovanni Testori da quelli di natura, si fa per dire, morale o etico politica: quelli riuniti fino al 1982 nella fortunata raccolta La maestà della vita e quelli successivi che a quelle tematiche si rifanno. Un tratto estremamente significativo del percorso del loro autore, a cominciare almeno dalla polemica con Giorgio Napolitano dalle colonne del 'Corriere della Sera' del 4 settembre 1977, a un mese e mezzo dalla morte, a 85 anni, dell'amatissima madre Lina.
Scritti importanti, dicevo, ma con i quali mi sono raramente misurato: allora, quando uscirono, sul 'Corriere' e sul 'Sabato', e nei tanti anni in cui la lezione di Testori ha informato e informa buona parte del mio lavoro. Da quei testi mi tenevano lontano – almeno allora – non solo i contenuti ma anche le forme dell'espressione, improntate a un registro che sembrava avere rinunciato a ogni esplosione linguistica, quasi inseguendo un penitenziale tono monocromo, rifuggendo dai nomi propri alla ricerca dell'Assoluto; in realtà non era vero: e si capisce che l'espressionismo espressivo covava continuamente sotto la cenere: basta andare a rileggere la risposta agli attacchi ricevuti dopo la polemica con Napolitano, ma non a caso questo articolo, forse perché considerato troppo contingente, è espunto dalla Maestà della vita: eppure è il controcampo comico, in mezzo alla tragedia, con le prefiche, le vestali e le norme al telefono che rovesciano sciocchezze, quasi frammenti scappati – fuori tempo massimo – dall'Adalgisa o dalla trafelata bellezza della
arcisata di Arbasino o dalla migliore Franca Valeri, tra massacro e dolore. Secondo un procedimento, intrinseco all'autore, di risate e pianto, montati a immediato contrasto: quello che farà accettare a Testori, subito e senza colpo ferire, per fare solo un esempio, l'attribuzione al Caravaggio del 'Cavadenti' di Palazzo Pitti, avanzata da Mina Gregori nel 1975.

Indice

Francesco Caglioti Donatello misconosciuto: il 'San Lorenzo' per la Pieve di Borgo San Lorenzo
vai all'articolo » Pag. 2- 99
Giovanna Bianchi La Fibula di Montieri. Indagini archeologiche alla canonica di San Niccolò e la scoperta di un gioiello medievale
vai all'articolo » Pag. 100-113
Ireneu Visa Guerrero Un piccolo risarcimento per Giovanni di Pietro da Pisa
vai all'articolo » Pag.114-119
Agostino Allegri Una traccia per la fama di Bramante
vai all'articolo » Pag. 120-126
Federica Nurchis Novità Mantovane per Nicolo' Musso
vai all'articolo » Pag. 127-137
Paola D'Agostino Le 'Virtù' di Cosimo Fanzago: tre bronzetti ritrovati
vai all'articolo » Pag. 138-145
Felice Mastrangelo Una pala di Anton Domenico Gabbiani per l'abbazia di San Galgano
vai all'articolo » Pag. 146-150
Marco M. Mascolo "Una spuntatura affrettata": Arte italiana e tedesca di Roberto Longhi
vai all'articolo » Pag. 151-166
Roberto Bartalini Stile, iconografia, funzioni. A proposito di Padre e figlio di Max Seidel
vai all'articolo » Pag. 167-172
Elisabetta Cioni Padre e figlio di Max Seidl: richerche di storia sociale, il Gotico transalpino, la 'ricezione' dell'arte di Nicola e Giovanni pisani
vai all'articolo » Pag. 173-179
Giovanni Agosti Testori civile
vai all'articolo » Pag. 180-185