Le 'Virtù' di Cosimo Fanzago: tre bronzetti ritrovati

Napoli è tristemente famosa per l'elevato numero di furti d'arte che da anni ne scempiano il ricco patrimonio ed è forse
la sola città d'Italia dove sono state organizzate ben due rassegne espositive dedicate a questo infausto tema nel breve arco di un quinquennio. L'ornato in marmi policromi e la scultura, in particolare quella di piccolo formato
che arreda tabernacoli e altari, sono stati ancor più spesso oggetto di ruberie, soprattutto negli anni successivi al sisma del 1980, e ben poche delle opere trafugate sono state in seguito recuperate. E la meritoria e capillare documentazione fotografica del patrimonio storico-artistico
che era stata avviata dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli negli anni sessanta e settanta del secolo scorso ha subito una rovinosa battuta d'arresto in tempi recenti per la cronica mancanza di fondi destinati alla tutela del patrimonio. Molti dei complessi religiosi, soppressi nel corso dell'Ottocento ed in seguito
chiusi o destinati ad altro uso, sono stati saccheggiati, e le poche opere d'arte sopravvissute sono state evulse dalla collocazione originaria e risistemate in musei o
in altre chiese, quindi fuori contesto. Un caso emblematico è il complesso benedettino di Santa Patrizia, situato sulla collina di Caponapoli, che è soltanto un pallido
simulacro del suo originario splendore. Il monastero femminile, tra i più antichi di Napoli e privilegiato dall'aristocrazia cittadina, aveva due chiese: una più ampia
e interna, riservata alle monache ed eretta su quella paleocristiana dedicata ai Santi Nicandro e Marciano, e più volte ristrutturata e ampliata; ed una esterna, destinata
ai fedeli, e costruita tra il primo e il secondo decennio del Seicento in adempienza dei dettami contro-riformati.

Indice

Francesco Caglioti Donatello misconosciuto: il 'San Lorenzo' per la Pieve di Borgo San Lorenzo
vai all'articolo » Pag. 2- 99
Giovanna Bianchi La Fibula di Montieri. Indagini archeologiche alla canonica di San Niccolò e la scoperta di un gioiello medievale
vai all'articolo » Pag. 100-113
Ireneu Visa Guerrero Un piccolo risarcimento per Giovanni di Pietro da Pisa
vai all'articolo » Pag.114-119
Agostino Allegri Una traccia per la fama di Bramante
vai all'articolo » Pag. 120-126
Federica Nurchis Novità Mantovane per Nicolo' Musso
vai all'articolo » Pag. 127-137
Paola D'Agostino Le 'Virtù' di Cosimo Fanzago: tre bronzetti ritrovati
vai all'articolo » Pag. 138-145
Felice Mastrangelo Una pala di Anton Domenico Gabbiani per l'abbazia di San Galgano
vai all'articolo » Pag. 146-150
Marco M. Mascolo "Una spuntatura affrettata": Arte italiana e tedesca di Roberto Longhi
vai all'articolo » Pag. 151-166
Roberto Bartalini Stile, iconografia, funzioni. A proposito di Padre e figlio di Max Seidel
vai all'articolo » Pag. 167-172
Elisabetta Cioni Padre e figlio di Max Seidl: richerche di storia sociale, il Gotico transalpino, la 'ricezione' dell'arte di Nicola e Giovanni pisani
vai all'articolo » Pag. 173-179
Giovanni Agosti Testori civile
vai all'articolo » Pag. 180-185