Due bozzetti in terracotta per 'Angeli con nuvole' di Antonio Raggi e di Giuseppe Mazzuoli.

Un modello di Giuseppe Mazzuoli per
il tabernacolo dell'altare maggiore
di San Martino


Intorno all'anno 1700 fu innalzato sull'altare maggiore di San Martino a Siena (fig. 2), ancora fresco di calcina, il gruppo marmoreo con gli angeli che elevano verso il cielo il tabernacolo eucaristico.
Quel mirabile coronamento (fig. 3) segnava la conclusione dei lavori intrapresi nel transetto della chiesa degli agostiniani leccetani, portati avanti per quasi trent'anni dai vari componenti della famiglia Mazzuoli, scultori e pittori, e sostenuti finanziariamente dai nobili de'Vecchi. Per quella decorazione da altare in particolare Camillo
de' Vecchi aveva avuto la possibilità di giovarsi dell'opera dello stesso Giuseppe Mazzuoli, da molti anni trasferitosi a Roma, offrendogli l'occasione così di dar forma concreta ad una delle invenzioni del maestro più sperimentali e ricche di fascino. Neppure a Roma si era ancora espressa in modo così seducente l'idea, davvero visionaria, di un gruppo di angeli aggrappati ad una nuvola che fanno ascendere la struttura così grave e monumentale di un ciborio, tutto rivestito di marmi policromi. Era una sfida, almeno apparente, alle leggi di gravità che finora solo in pittura era stata proposta, ad esempio, nelle composizioni levitanti e leggere di Baciccio, con i suoi miracolosi 'grappoli angelici' diffusi sulla volta e sulla cupola della Chiesa del Gesù.
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Indice

Francesco Caglioti Il 'San Giovannino' mediceo di Michelangelo, da Firenze a Úbeda
vai all'articolo » pp. 2-81
Alessandro Angelini Due bozzetti in terracotta per 'Angeli con nuvole' di Antonio Raggi e di Giuseppe Mazzuoli.
vai all'articolo » pp. 82-98